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Ricerca-azione nella scuola dell’infanzia e primaria: indagine sulla conoscenza e applicazione della ricerca-azione tra gli insegnanti

Aggiornamento: 2 mar

di Elena Teston



Questa ricerca ha lo scopo di esplorare la consapevolezza e l'applicazione della ricerca-azione nell'ambito scolastico. Dopo aver incontrato questo approccio durante la laurea triennale e averne sperimentato l'efficacia nell'ambito educativo, l'autore si interroga sulla sua diffusione e comprensione all'interno delle istituzioni scolastiche. La ricerca si propone di indagare la conoscenza e l’utilizzo della ricerca-azione come strumento per migliorare le dinamiche all'interno delle scuole. Attraverso un questionario costruito ad hoc, si analizzano le percezioni degli insegnanti riguardo alla ricerca-azione e la sua applicabilità nel contesto scolastico.


INTRODUZIONE

Il fine di questa ricerca è esplorare la conoscenza e l'applicazione della ricerca-azione nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria. Durante il mio percorso di laurea triennale, ho incontrato questo approccio e ho avuto l'opportunità di applicarlo concretamente nell'ambito educativo. Ho osservato come, se implementato correttamente, possa effettivamente generare un cambiamento significativo.

Negli ultimi anni, si è discusso ampiamente della ricerca-azione, e ho notato la sua presenza nei Piani Triennali dell'Offerta Formativa (PTOF) di diversi Istituti Comprensivi con cui ho collaborato. Tuttavia, rimane aperta la questione su quante persone comprendano realmente la natura e l'applicazione di questo approccio.


Kurt Lewin, psicologo sociale che teorizzò la ricerca-azione negli anni ‘40 affermava che “non si può conoscere una situazione se non si prova a cambiarla”. La ricerca-azione si sviluppa attraverso azioni cicliche che mirano a migliorare la situazione di partenza. Questa metodologia può essere rappresentata come una spirale, composta da due macro-fasi di promozione e attivazione, al cui interno si distinguono tre cicli principali, ognuno contenente micro-cicli di promozione, attivazione e realizzazione degli obiettivi di azione. Nel primo macro-ciclo i ricercatori e i soggetti collaborano per conoscere i bisogni, le risorse, i vincoli, le attese che portano a formulare la domanda di ricerca, superando quelli che sono i problemi attribuiti ai soggetti dell’azione per arrivare a quelli che sono i loro reali bisogni percepiti. Il secondo ciclo riguarda l’azione per progettare, dove vengono ipotizzati e vagliati i possibili interventi. Il terzo ciclo è l’azione per cambiare, ovvero si attua l’intervento scelto. (P. Branca, 2003)

La valutazione costante è fondamentale per garantire l'efficacia della ricerca-azione. I feedback derivanti dalla valutazione permettono agli attori di ridefinire l'intervento, sostenere i significati delle azioni e degli attori stessi, e aumentare il senso di appartenenza e di proprietà del progetto. Questo contribuisce allo sviluppo delle competenze di partecipazione e all'empowerment individuale e di gruppo (P. Branca, 2003)

La ricerca-azione non è sufficiente studiarla, ma va esperita, solo così si può essere consapevoli del cambiamento che può produrre. D’altro canto, si può applicare la ricerca-azione solo se i soggetti che ne sono protagonisti, sentono di poter davvero cambiare le cose, ovvero sentono di avere la possibilità di emanciparsi dalla propria condizione di svantaggio o disagio o rischio di esclusione, attraverso l’intervento attivo sui propri bisogni: emancipazione che viene situata nel contesto della comunità, ovvero nella relazione con chi condivide la stessa situazione di vita e si realizza attraverso un processo partecipativo di gruppo. (P. Branca, 2020)

LA RICERCA

La presente ricerca si propone come primo obiettivo di esplorare la soddisfazione degli insegnanti riguardo al funzionamento del proprio istituto comprensivo e della propria sezione/classe, oltre a valutare la volontà di adottare eventuali cambiamenti. Il secondo obiettivo è focalizzato sull'indagine della conoscenza e della possibilità di applicare la ricerca-azione negli istituti scolastici e nelle classi.

La domanda di ricerca che emerge è quindi: Quanto gli insegnanti sono consapevoli che la ricerca-azione citata nei loro PTOF è una metodologia applicabile per cambiare la situazione scolastica?

La prima fase della ricerca è stata la scelta del tema: ho selezionato tra diversi argomenti di mio interesse una tematica che sento a me vicina per gli studi che ho svolto precedentemente.

In questi anni di esperienze lavorative e di tirocinio nel mondo della scuola, ho avuto modo di leggere diversi PTOF e in ognuno di essi è citata la ricerca-azione come principio ispiratore o modalità di lavoro; modulo di formazione tutorata o modalità di lavoro; apprendimento di ricerca-azione. Il PTOF è un documento redatto anche dai docenti, per questo motivo ho costruito un questionario che esplora prima quello che è il fine della ricerca-azione, ovvero la trasformazione partecipata di una situazione percepita come problematica e, successivamente, cerca di capire se gli insegnanti sono consapevoli di cos’è la ricerca-azione e di come può essere applicata.

Per questo tipo di ricerca è stata scelta la survey, ovvero uno stile descrittivo, poiché l’intenzione è stata quella di raccogliere dei dati su un campione di insegnanti e generalizzarli. Si è utilizzato un questionario che comprendeva alcuni quesiti sociografici e altri specifici sul tema trattato declinati con risposte multiple o aperte, per permettere di rilevare dati sia quantitativi che qualitativi. Si tratta di un modello misto somministrato individualmente attraverso la piattaforma google moduli. Il metodo di selezione del campione è non probabilistico “a convenienza”, pertanto il questionario è stato presentato a colleghi di lavoro attuali o degli scorsi anni che hanno svolto servizio negli I.C. di cui si sono analizzati i PTOF.

Le fasi della ricerca sono meglio descritte nel diagramma di GANTT.



ANALISI DEI DATI

Sono state raccolte 18 risposte al questionario. La prima domanda, riportata di seguito, indica il livello di soddisfazione degli insegnanti sul funzionamento del proprio istituto e la volontà di produrre un cambiamento. Come si può notare una sola persona è completamente soddisfatta del proprio istituto scolastico, tre persone rilevano che qualcosa non va ma non hanno intenzione di cambiare la situazione, sei persone rilevano qualche problema e sarebbero disposti a lavorare per migliorare l’istituto, otto persone vorrebbero cambiare molte cose (Fig. 1).



Codificando i dati della domanda aperta “Cosa cambierebbe nel suo istituto?” con Atlas.ti sono state rilevate delle problematiche ricorrenti: collaborazione tra colleghi, formazione dei docenti e infrastrutture scolastiche sono i temi più sentiti, seguiti dalle questioni legate all'inclusione, alle attività e risorse didattiche e alla burocrazia (Fig. 2).




L’analisi della domanda riguardante il livello di soddisfazione degli insegnanti sul funzionamento della propria sezione/classe, rileva che tutti segnalano che qualcosa si potrebbe migliorare, cinque insegnanti lascerebbero le cose come stanno, nove persone notano che qualcosa si può cambiare e sarebbero disposti a lavorare per modificare la situazione, e quattro docenti vorrebbero modificare molte cose (Fig. 3).




Il quesito “Cosa cambierebbe nella sua classe/sezione?” è stato risposto da 13 persone e la distribuzione dei codici, mostrata nel grafico qui sotto, mette in evidenza che quel che si vorrebbe maggiormente cambiare è ciò che riguarda il setting (arredi, materiali e attività), in secondo luogo si pone attenzione alle metodologie e infine all’inclusione. (Fig. 4)



Analizzando i dati relativi alla ricerca-azione possiamo notare che metà degli intervistati conosce la ricerca-azione (Fig. 5) e di questa metà sei persone l’hanno conosciuta durante il percorso di formazione, mentre tre insegnanti l’hanno sentita nominare in contesti informali (Fig. 6).




Riporto di seguito le risposte alla domanda Se ha sentito parlare di ricerca-azione, descriva con una breve frase di cosa si tratta”:

  • Ricerca svolta in campo con le persone per progettare, migliorare le esperienze, utilizzando metodi collaborativi

  • Attività di ricerca integrata all’attività didattica

  • Non accettare frasi come "si è sempre fatto così" ma essere rivolti verso il cambiamento (in positivo)

  • Credo sia uno studio per cercare di migliorare l'azione educativa in modo attivo, cioè, coinvolgendo i partecipanti.

  • Un tipo di ricerca che si propone di intervenire sul contesto nel momento in cui si stanno mettendo in atto azioni per conoscerlo, poiché prevede la partecipazione attiva dei soggetti cui l'intervento è rivolto

  • Ricerca nel campo, durante lo svolgimento dell'attività per effettuare cambiamenti

  • È un approccio metodologico che combina azione e riflessione in un ciclo continuo

  • Più attività libere guidate dalla fantasia e dall’esperienza viva fatta con l’uso dei sensi


Alla domanda “Ha mai seguito un corso sulla ricerca-azione?” notiamo che cinque docenti su diciotto hanno risposto positivamente (Fig. 7), mentre due su diciotto sostengono di aver partecipato ad un processo di ricerca-azione (Fig. 8)




Nove intervistati ritengono che la ricerca-azione possa essere molto utile applicata in ambito scolastico, secondo otto insegnanti può essere abbastanza utile, mentre un insegnante ritiene che possa essere poco utile (Fig. 9). Due insegnanti sostengono di aver attivato dei percorsi di ricerca-azione nella loro sezione/classe (Fig. 10), otto docenti riterrebbero molto utile attivarli, altri otto lo riterrebbero abbastanza utile, secondo due insegnanti, invece, sarebbe poco utile (Fig. 11).





I dati sulla capacità o meno di implementare un percorso di ricerca-azione riportano tre risposte positive, due negative, sette insegnanti vorrebbero prima una formazione specifica, mentre sei si sentirebbero sicuri solo se accompagnati da un esperto (Fig. 12).

La domanda seguente esplora, quindi, la disponibilità ad un corso sulla ricerca-azione e vediamo che nove persone lo riterrebbero abbastanza utile, sette molto utile e due poco utile (Fig. 13).





Successivamente si cerca di capire se negli istituti scolastici dei docenti sia mai stato attivato un percorso di ricerca-azione e solo un insegnante risponde che c’è stato un tentativo, mentre gli altri diciassette sostengono che non si sia mai effettuato nulla in tal senso (Fig. 14). Secondo l’opinione di otto insegnanti un percorso di ricerca-azione sarebbe molto utile per la propria comunità scolastica, altri otto lo riterrebbero abbastanza utile, mentre due poco utile (Fig. 15).





DISCUSSIONE

Il primo obiettivo di questa ricerca era di indagare su quanto gli insegnanti si sentono soddisfatti di come funziona il proprio istituto comprensivo e la propria sezione/classe e su quanto vi è volontà di cambiamento e i dati raccolti ci hanno permesso di capire che vi è un malcontento generale, sia su come funziona l’istituto che la sezione/classe, anche se si è più ben disposti a modificare la situazione a livello di istituto che a livello di sezione/classe. I problemi maggiormente sentiti riguardano la formazione, la collaborazione e le infrastrutture scolastiche a livello di istituto, mentre ci si focalizza più sul setting e le metodologie per quel che concerne le problematiche di sezione/classe.


Per quel che riguarda il secondo obiettivo, ovvero esplorare la conoscenza e la possibilità di utilizzare la ricerca-azione negli istituti scolastici e nelle classi, abbiamo verificato che solo metà degli intervistati ha risposto che sa cos’è la ricerca-azione e le otto descrizioni che hanno scritto a riguardo non sono tutte coerenti con la ricerca-azione o sono parziali (ad es. Più attività libere guidate dalla fantasia e dall’esperienza viva fatta con l’uso dei sensi; Non accettare frasi come "si è sempre fatto così" ma essere rivolti verso il cambiamento (in positivo); Attività di ricerca integrata all’attività didattica), per cui ne possiamo dedurre che vi è un’idea vaga di cosa sia la ricerca-azione. Analizzando, poi, le risposte ai quesiti successivi possiamo ipotizzare che la scarsa conoscenza di tale metodologia di ricerca sia dovuta alla inesperienza a riguardo: solo cinque insegnanti hanno seguito un corso sulla ricerca-azione e solo due hanno partecipato ad un processo di ricerca-azione. Dai dati emerge una predisposizione positiva all’utilizzo della ricerca-azione in ambito scolastico, ma gli insegnanti non si sentono abbastanza preparati per poter implementare un processo di ricerca-azione.


CONCLUSIONI

Quale risposta, dunque, alla domanda di ricerca “Quanto gli insegnanti sono consapevoli che la ricerca-azione citata nei loro PTOF è una metodologia applicabile per cambiare la situazione scolastica?”

Vi è una scarsa consapevolezza riguardo alla natura della ricerca-azione. Attualmente, il termine "ricerca-azione" sembra essere menzionato nei documenti scolastici non tanto come una metodologia finalizzata a produrre un effettivo cambiamento, ma piuttosto come uno strumento o una modalità di lavoro decontestualizzata. La ricerca-azione potrebbe invece essere concepita come un processo intrinseco alla costruzione dei documenti scolastici, coinvolgendo attivamente i vari attori della comunità scolastica per promuovere il cambiamento (P. Branca, 2003). Tuttavia, è essenziale permettere alle persone di sperimentare direttamente la ricerca-azione. Si potrebbe iniziare affrontando le tematiche sollevate dagli insegnanti che possono essere concretamente modificate, come la formazione, la collaborazione, l'ambiente e le metodologie. Questo potrebbe essere attuato attraverso l'attivazione di micro-processi di ricerca-azione all'interno del gruppo degli insegnanti, guidati da un esperto della ricerca-azione. A sua volta, tale gruppo potrebbe fungere da promotore di un più ampio processo di ricerca-azione coinvolgendo l'intera comunità scolastica, compresi alunni, genitori, personale ATA, segreteria e dirigenza, con l'obiettivo di ricostruire e rafforzare autenticamente il senso di partecipazione comunitaria (P. Branca, 2020).


BIBLIOGRAFIA

P. Branca, F. C. (2003, 1). La ricerca-azione come promozione delle comunità locali. Animazione Sociale, p. 43-50.

P. Branca, F. C. (2020, 2). Il circolo pensante e mobilitante della ricerca-azione. Animazione sociale.


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